SEDUTA STRAORDINARIA DEL CONSIGLIO REGIONALE FIDC-UCT SUL NUOVO PFVR: UN'OCCASIONE PERSA IN SALSA M5S!
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La mobilitazione dei cacciatori cambia volto: una grande manifestazione a settembre e - da subito - temporanea sospensione di alcune operazioni di controllo faunistico.
Si è tenuta a Firenze giovedì scorso, 6 agosto 2026, la riunione straordinaria del Consiglio regionale FIDC-UCT per un'approfondita analisi dei temi collegati all'approvazione del nuovo PFVR da parte del Consiglio regionale e sulle future iniziative che caratterizzeranno il prosieguo della forte mobilitazione messa in campo dall'Associazione in questi mesi. Un percorso straordinario che ha coinvolto migliaia di cacciatori, Istituzioni e rappresentanti politici su un provvedimento di fondamentale importanza per la caccia, la gestione faunistica e la conservazione di un bene primario quale la fauna selvatica.
Un provvedimento approvato dopo anni di ritardo e che oggi presenta gravi criticità per una serie di scelte - inserite nella fase finale dell'iter - profondamente condizionate da alcune forze politiche (AVS e M5S) interne alla maggioranza, portatrici di posizioni fortemente intrise da una cultura animal-ambientalista. Un testo dunque, quello uscito dal Consiglio regionale, che nonostante importanti correttivi ottenuti esclusivamente grazie al lavoro competente della nostra Associazione - insieme ad Anuu e Enalcaccia Toscana - contiene tuttavia gravi criticità che, nonostante "i professionisti della minimizzazione", presenteranno inevitabilmente il conto, sulla pelle dei cacciatori, nella prossima fase applicativa. Ciò, sommato ad una posizione di ingiustificata accelerazione dei tempi imposta dal mondo agricolo, ha prodotto un risultato che oggi scontenta tutti e che avrebbe avuto bisogno di una maggiore concertazione su aspetti di comune interesse, a partire da una diversa valutazione sulle procedure di incidenza ambientale (VINCA), che risulteranno negativamente impattanti in molteplici attività di natura gestionale, e per forme di caccia di largo interesse come la caccia alla migratoria da appostamento fisso in Aree Natura 2.000. Così come le questioni critiche legate alle aree vocate agli ungulati, che immancabilmente dovranno essere affrontate già a partire dai primi mesi del prossimo anno.
L'analisi obiettiva di questa situazione, e la portata politica del cambio di paradigma che si sta registrando in Toscana con l'avvio di una legislatura a forte traino M5S, ha rafforzato la convinzione di dare voce - da parte del Consiglio regionale FIDC-UCT - alle sollecitazioni venute dai cacciatori nelle assemblee svolte su tutto il territorio toscano, affinchè sia mantenuto da parte dell'Associazione un profilo di forte contrasto e confronto, teso a rimettere al centro la funzione positiva e socialmente utile della caccia e delle varie attività svolte dai cacciatori, nell'interesse generale e per la conservazione faunistico-ambientale. La realizzazione di una grande manifestazione a settembre sarà l'occasione per riaprire un confronto diretto con la politica, le Istituzioni ed i vari portatori di interesse, affinchè sia respinto il tentativo di marginalizzazione - prima di tutto culturale - di un'attività che ancora oggi concorre con risorse economiche, umane e volontarie alla gestione del territorio, alla prevenzione e all'indennizzo dei danni da fauna selvatica agli agricoltori ed al contrasto di forti emergenze sanitarie come la PSA.
Il mondo venatorio, che taluni oggi vorrebbero bistrattare, si vede nelle campagne e nei boschi a svolgere azioni concrete, a differenza di coloro che parlano di ambiente senza mai averlo vissuto. Azioni di volontariato e di impegno concreto, finora date per scontate, saranno temporaneamente sospese in attesa di una risposta corretta ad una categoria - quella dei cacciatori - che non si rassegna a fare né il bancomat né ad intervenire a chiamata nel momento del bisogno.
Da domani dunque non saranno più garantiti gli interventi di contenimento faunistico - da parte delle nostre guardie volontarie - sulla base delle richieste attinenti ai fascicoli ARTEA, pur garantendo con senso civico e di grande responsabilità nei confronti della collettività, tutti gli interventi di prevenzione, monitoraggio e depopolamento nelle zone colpite dalla PSA e in Area urbana.



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