GESTIONE FAUNISTICA 4.0: DRONI PER TUTELARE FAUNA E AGRICOLTURA
- FIDC-UCT

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Nei giorni scorsi una delegazione di Federcaccia Toscana–UCT e dei tecnici degli ATC Siena Nord 03 e Siena Sud 08 - composta da Simone Capriotti, Simone Paoletti, Tiziano Ricci, Riccardo Marchi e Paolo Betti - ha preso parte a una giornata di test presso l’Azienda Faunistica convenzionata con l’Università della Tuscia.
L’iniziativa rientra nel progetto finanziato dai due ATC senesi per il biennio 2026–2027 e dedicato alla sperimentazione di un drone multirotore equipaggiato con termocamera ad alta risoluzione, pensato per migliorare il monitoraggio della fauna e rafforzare la tutela delle attività agricole.
Ad accogliere la delegazione il Prof. Riccardo Primi, docente del Dipartimento DAFNE, ed il Dott. paolo Viola che con grande preparazione scientifica e rigoroso approccio metodologico hanno
illustrato nel dettaglio le caratteristiche tecniche del drone multirotore equipaggiato con termocamera ad alta risoluzione. Sono stati approfonditi gli aspetti operativi: modalità di volo
stabilizzata, quote comprese tra i 40 e i 60 metri, velocità media di circa 7 m/s, trasmissione in tempo reale delle immagini termiche alla stazione di controllo a terra.
Il progetto punta a sperimentare l’impiego della termografia aerea per obiettivi strategici ben definiti: prevenire la mortalità accidentale durante sfalci e trebbiature primaverili-estive, individuando in
tempo reale lepri, fagiani, piccoli di capriolo e altre specie nidificanti al suolo presenti negli erbai; valutare il drone come metodo integrativo di censimento faunistico nel periodo invernale, confrontando i rilievi con i dati GPS degli animali radiocollarati per validarne l’accuratezza; offrire uno strumento concreto di prevenzione dei danni all’agricoltura, migliorando la
conoscenza della distribuzione spaziale della fauna e supportando interventi tempestivi e mirati.
Il contesto senese, caratterizzato da un mosaico di colture, prati-pascoli e interventi agro-ambientali, rappresenta un laboratorio ideale per testare una tecnologia che integra telemetria satellitare e
rilievo termico, con l’obiettivo di rendere la gestione faunistica sempre più efficace, trasparente e basata su evidenze misurabili.
Il apresidente di Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani Marco Salvadori ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Questo progetto dimostra come il cacciatore possa essere un operatore qualificato a supporto della gestione faunistica e della ricerca scientifica. Il contributo del mondo venatorio, insieme a quello delle istituzioni e della comunità scientifica, può rafforzare la collaborazione con il mondo agricolo e contribuire concretamente alla tutela della biodiversità e alla sostenibilità degli agroecosistemi”.
Sulla stessa linea il responsabile tecnico Simone Capriotti, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Questo percorso condiviso con il mondo accademico e con gli ATC dimostra come la gestione faunistica moderna debba poggiare su dati scientifici oggettivi. Questo lavoro potrà aiutarci a
individuare scelte gestionali corrette e sempre più fondate su evidenze scientifiche, nell’interesse del mondo venatorio e di una gestione sostenibile della fauna selvatica dimostrando come il
cacciatore sia il primo protagonista nella conservazione della biodiversità”.
Un progetto che guarda oltre i confini locali e pone le basi per un nuovo rapporto sinergico tra caccia e agricoltura, capace di rispondere agli interessi generali della collettività, coniugando innovazione tecnologica, rigore scientifico e responsabilità gestionale.

















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