A FIRENZE IL CONFRONTO SULLA NATURE RESTORATION LAW: DAI PRINCIPI ALLE AZIONI CONCRETE
- FIDC-UCT

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Un confronto che segna il passaggio dalle parole ai fatti e nel quale il mondo venatorio rivendica con forza il proprio ruolo, ma anche le proprie preoccupazioni. Anche la Federcaccia Toscana-UCT ha preso parte al convegno promosso dalla Regione Toscana sulla Nature Restoration Law, condividendo la linea tracciata dal Presidente nazionale Massimo Buconi: i cacciatori devono essere protagonisti attivi, al fianco di agricoltori e istituzioni, nel percorso di gestione e recupero degli habitat naturali.
Allo stesso tempo resta forte l’attenzione sul tema del coinvolgimento dei portatori di interesse, ancora oggi non pienamente garantito nelle modalità di definizione dei Piani Nazionali di Ripristino, come evidenziato nel corso dei lavori.
A rappresentare il territorio toscano, accanto al Presidente regionale Marco Salvadori, erano presenti i Presidenti provinciali Franco Biagini (Pistoia), Simone Tofani (Firenze), Gaetano Zambrini (Grosseto), ed Elisa Mazzei, segretaria regionale. Una partecipazione attenta che testimonia l’impegno concreto dell’Associazione, anche a livello regionale, nel portare il contributo dei territori dentro un confronto decisivo per il futuro della biodiversità e della gestione del territorio.
COMUNICATO FEDERCACCIA NAZIONALE:
Alla Regione Toscana va il nostro plauso per aver promosso un importante momento di dialogo tra Istituzioni, mondo agricolo, tecnico e venatorio sul Regolamento europeo di Ripristino della Natura e sul suo stato di attuazione. Buconi: “In questo processo i cacciatori sono fra i principali portatori di interesse al fianco degli agricoltori e delle Pubbliche amministrazioni per la gestione e il recupero degli habitat naturali. Preoccupa il mancato coinvolgimento di queste categorie, come previsto dalla stessa Commissione Europea”
A poche settimane dalla scadenza di settembre 2026 dell’iter di applicazione del Regolamento (UE) 2024/1991 sul Ripristino della Natura che prevede la presentazione da parte di ogni Stato membro del proprio Piano Nazionale alla Commissione di validazione europea, il nostro Paese appare in ritardo soprattutto dal punto di vista del coinvolgimento di tutti i portatori di interesse – e i cacciatori indubbiamente sono fra i principali – su questo specifico tema.
Federazione Italiana della Caccia esprime quindi particolare apprezzamento per l’iniziativa della Presidente del Consiglio regionale toscano, Stefania Saccardi, che in collaborazione con il CNR-ISC ha organizzato e ospitato lo scorso martedì presso la sede del Consiglio, il convegno “Il ripristino della natura – Un’opportunità da non perdere”, occasione di confronto tra Istituzioni, tecnici, mondo agricolo e venatorio sui contenuti e le prospettive della Nature Restoration Law.
“Dalle parole finalmente si passa ai fatti – ha sottolineato il Presidente nazionale Massimo Buconi, durante il suo intervento al tavolo dei lavori – e questo momento rappresenta un passaggio importante. I cacciatori vogliono essere attori e non semplici spettatori, al fianco degli agricoltori e delle Istituzioni, affinché dalla Nature Restoration Law possano nascere opportunità concrete per la gestione del territorio e l’aumento di biodiversità. È una occasione da non perdere, come più volte ho ricordato, e la Federazione è sempre stata in prima linea su questo tema, confrontandosi e coinvolgendo direttamente i Ministeri interessati, non ultimo nel convegno organizzato a Dicembre 2025 a Perugia, dove avevamo manifestato le stesse preoccupazioni emerse oggi”.
Il Presidente Buconi ha infatti manifestato chiaramente le perplessità sulle modalità di partecipazione relative alla raccolta delle osservazioni sul Piano Nazionale di Ripristino previste dal nostro Paese, evidenziando la necessità di garantire un coinvolgimento concreto e non formale dei portatori di interesse, affinché il contributo dei territori possa incidere concretamente sulle future scelte operative.
Un concetto espresso anche dalla Presidente del Consiglio regionale nel suo saluto istituzionale, nel quale ha sottolineato l’importanza di un dialogo ampio e strutturato su un tema destinato ad incidere in modo significativo sulla gestione del territorio e delle attività produttive.
L’iniziativa, strutturata in due distinti momenti nell’arco dell’intera giornata, ha coinvolto numerosi e qualificati relatori, che hanno portato le posizioni di tutti i settori interessati. Davanti a una sala gremita e all’ancor più numeroso gruppo che ha seguito i lavori collegato in diretta, la sessione della mattina, moderata dal giornalista Marco Ramanzini, ha visto interventi di livello nazionale ed europeo. A portare il loro contributo sono stati Valentina Siddi di FACE; i dirigenti di settore regionali Marco Ferretti (Regione Toscana), Paolo Genta (Regione Liguria) e Alberto Zannol (Regione Veneto); Stefano Masini, Coordinatore Area Ambiente e Territorio di Coldiretti nazionale; Pierangela Angelini di ISPRA; Antonio Maturani, Direttore generale della Direzione per il patrimonio naturalistico del MASE e Simona Angelini Direttore generale della Direzione generale sviluppo rurale del MASAF.
La tavola rotonda del pomeriggio, moderata da Michele Bottazzo, è stata aperta da Stefano Focardi del CNR di Firenze, Istituto con il quale Federcaccia ha formalizzato una convenzione attraverso il coordinamento di un gruppo di lavoro di esperti a cui partecipano anche i tecnici dell’Ufficio Studi e Ricerche FIdC proprio con l’obbiettivo di analizzare gli effetti dell’applicazione del Regolamento sugli habitat di specie di particolare interesse faunistico venatorio e di redigere delle proposte tecniche utili. Sono poi seguiti gli interventi di Renato Ferretti (CONAF); Marco Zaccaroni (Università di Firenze), Monica Tommasi (Amici della Terra) e Matteo Martinet (ATI Valle d’Aosta).
Da tutti è emersa la necessità di integrare pienamente il ripristino ambientale con le attività agricole e produttive, così come quella – sottolineata in particolare da Marco Ferretti della Regione Toscana – dell’importanza del pieno coinvolgimento degli enti territoriali, di una individuazione attenta e mirata delle aree di intervento e di una valutazione concreta degli strumenti disponibili.
Fra i presenti in sala anche l’on. Marco Simiani, che ha portato con il suo intervento un contributo e uno spunto di riflessione, e Marina Berlinghieri di Fondazione UNA.
“Il confronto ha confermato l’importanza di iniziative come questa promossa dalla Regione Toscana – ha commentato al termine dei lavori il Presidente Buconi – capaci di creare un punto di incontro tra esigenze diverse ma complementari, e di avviare un percorso condiviso verso l’attuazione della normativa europea. Un percorso che è ancora in fase di definizione e che sarà fondamentale proseguire nel dialogo tra tutte le parti coinvolte per raggiungere un obbiettivo che riguarda tutta la società, perché un ambiente più sano e più ricco è nell’interesse di tutti i cittadini del Paese. Da parte nostra solleciteremo di nuovo i ministeri competenti in questo senso. Aspetto ora con interesse particolare l’annunciato documento finale che verrà elaborato a seguito dell’iniziativa, chiamato a raccogliere e sintetizzare gli spunti emersi durante la giornata, tra prospettive, criticità e possibili punti di incontro”.



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