Biodiversità e gestione del lupo: agricoltori e cacciatori costruiscono in Toscana un nuovo modello di collaborazione
- FIDC-UCT

- 3 giorni fa
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Un’alleanza concreta tra agricoltura, caccia e mondo scientifico per affrontare le grandi sfide della gestione del territorio, della biodiversità e dei conflitti faunistici. È questo il messaggio emerso con forza dal convegno “Conservazione della biodiversità e gestione del lupo: l’orizzonte comune di agricoltori e cacciatori”, promosso da Federcaccia Toscana-UCT e Coldiretti Toscana, svoltosi a Firenze presso il Mercato di Porta San Frediano.
Al centro dell’iniziativa la presentazione dei progetti Lupus Etruriae e AgroBioMonitor, finanziati nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Toscana e realizzati con il supporto scientifico delle Università di Firenze, Tuscia e Sassari.
Ad aprire i lavori è stato il saluto del Presidente nazionale di Federcaccia, Massimo Buconi, che ha richiamato con forza la necessità di una pace sociale nei territori rurali, fondata su un equilibrio tra la tutela dell’impresa agricola e la possibilità per i cacciatori di esercitare la propria attività in modo responsabile.
Buconi ha sottolineato l’impegno di Federcaccia nel superare le contrapposizioni ideologiche, promuovendo il confronto con il mondo agricolo e con Coldiretti a livello nazionale:
"Agricoltori e cacciatori hanno un elemento in comune: non parlano di ambiente e territorio in modo astratto, ma lo vivono ogni giorno. Per questo sentiamo la responsabilità di contribuire a una gestione equilibrata e concreta. Ai cacciatori non interessa cacciare il lupo: in Italia si caccia ciò che viene valorizzato anche a tavola. Siamo però pronti a dare il nostro contributo a una gestione virtuosa dell’ambiente e della fauna, a tutela delle produzioni agricole e della biodiversità".
Nel suo intervento, il Presidente di Federcaccia Toscana-UCT, Marco Salvadori, ha sottolineato il valore politico e culturale dell’iniziativa: "Questa collaborazione dimostra che cacciatori e agricoltori condividono gli stessi orizzonti: tutela dell’ambiente rurale, equilibrio faunistico e difesa del reddito agricolo. È la prima esperienza in Italia fondata su una progettualità comune che unisce conoscenza scientifica, radicamento nel territorio e responsabilità condivise. Non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova visione". Un percorso che può rappresentare un modello collaborativo concreto, replicabile anche in altre regioni. Salvadori ha evidenziato inoltre come il mondo venatorio voglia essere un interlocutore qualificato e propositivo, parte integrante delle soluzioni per una gestione sostenibile del territorio.
Nel suo intervento, la Presidente di Coldiretti Toscana, Letizia Cesani, ha ribadito come i due progetti rappresentino una risposta concreta alle criticità del mondo agricolo: "Il metodo scientifico guiderà entrambe le iniziative. Vogliamo dimostrare che la tutela dell’ambiente e il recupero della redditività agricola non sono obiettivi in contrasto, ma possono rafforzarsi a vicenda attraverso modelli di gestione efficaci, sostenibili e replicabili".
La relazione tecnica introduttiva di Simone Capriotti, responsabile tecnico di Federcaccia Toscana-UCT, ha posto l’accento sul valore delle competenze dei cacciatori: conoscenza profonda del territorio, capacità operative, formazione continua e disponibilità a collaborare con il mondo scientifico. Elementi fondamentali per rendere efficaci progetti complessi di monitoraggio faunistico e ambientale e per garantire dati affidabili a supporto delle decisioni pubbliche.
Di particolare rilievo la relazione del professor Marco Apollonio (Università di Sassari), che ha illustrato le sfide chiave del monitoraggio del lupo, evidenziando come il coinvolgimento dei cacciatori rappresenti un valore aggiunto decisivo grazie alla conoscenza capillare del territorio, alla capacità di raccolta dati sul campo e al supporto alle tecniche di fototrappolaggio, wolf howling e analisi genetiche. Un contributo fondamentale per la localizzazione puntuale dei branchi, superando approcci basati su stime astratte e fornendo alle istituzioni dati aggiornati e affidabili.
Ai lavori hanno preso parte anche rappresentanti della Regione Toscana. Il sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika e la vicepresidente Stefania Saccardi hanno evidenziato l’importanza di iniziative fondate su dati scientifici, innovazione e collaborazione tra soggetti del territorio, sottolineando il valore dei progetti presentati come strumenti utili alla pianificazione e alle future politiche
regionali in ambito faunistico e ambientale.

Lupus Etruriae punta a colmare un vuoto conoscitivo sul lupo in Toscana attraverso videotrappole, wolf howling e analisi genetiche, fornendo una mappatura aggiornata dei branchi a supporto delle future politiche regionali di gestione.

AgroBioMonitor, invece, mira a dimostrare come le buone pratiche agricole possano incrementare la biodiversità faunistica, rendendo questo valore misurabile e certificabile grazie all’uso di intelligenza artificiale, monitoraggio acustico e nuove tecnologie, trasformandolo in una leva di competitività economica per le aziende.

L’iniziativa ha confermato come la caccia moderna, responsabile e formata possa essere parte integrante delle soluzioni, contribuendo alla gestione faunistica, alla conservazione della biodiversità e alla tutela delle produzioni agricole.
Un modello di collaborazione che Federcaccia Toscana-UCT intende portare avanti con convinzione, come riferimento anche per altre realtà regionali.



































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