A PENSARE MALE SI INDOVINA! IL M5S RIVENDICA IL RIBALTONE ANIMALISTA SUL NUOVO PIANO FAUNISTICO VENATORIO REGIONALE TOSCANO
- FIDC-UCT

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Con buona pace dei “distratti” dirigenti di alcune associazioni venatorie toscane che si sono precipitati ad acclamare il Presidente Eugenio Giani e gli estensori del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale alla presentazione ufficiale del testo — senza forse averlo neppure letto attentamente — oggi emerge finalmente la verità politica di quanto accaduto.
Una verità che Federcaccia Toscana-UCT aveva denunciato fin dal primo momento, sia nel metodo che nel merito, e che è stata alla base della nostra scelta di non partecipare all’incontro di presentazione del Piano approvato dalla Giunta regionale.
Lo stravolgimento dei contenuti e dell’approccio culturale della proposta, rispetto al precedente documento adottato dal Consiglio regionale nella passata legislatura, hanno un nome, un cognome ed un indirizzo politico chiaro ed ineludibile; quello del Movimento 5 Stelle.
A dirlo, non siamo noi della Federcaccia Toscana-UCT, ma direttamente e senza tanti fronzoli, dalla Consigliera regionale Irene Galletti, esponente del Movimento e componente della Seconda Commissione consiliare che dovrà esaminare il Piano prima dell’approvazione definitiva.
In un intervento pubblicato dal Tirreno e rilanciato sui social, la Consigliera rivendica apertamente il ruolo determinante svolto dal proprio partito nel modificare il testo del PFVR, parlando di un vero e proprio “cambio di prospettiva” ottenuto grazie ad una pressione politica costante esercitata all’interno della maggioranza regionale, gridando alla vittoria da parte del suo partito.
Gli stravolgimenti inseriti, sono giustificati secondo la Galletti dal fatto che la caccia ed i cacciatori, rappresentano un fenomeno in forte decrescita e che il cacciatore non può essere considerato un “tutore dell’ecosistema” e della biodiversità. Ciò anche perché numeri ridotti di praticanti, ridurrebbero le risorse necessarie al settore. Una impostazione ideologica che dimentica però come siano proprio i cacciatori, attraverso le quote versate agli ATC, a sostenere concretamente i costi della gestione faunistica e dei danni provocati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole. Se davvero i rappresentanti del M5S pensano che i danni debbano essere sopportati dal bilancio della Regiome Toscana lo dicano apertamente.
All’affermazione sul calo del mondo venatorio e dei praticanti, vogliamo però ricordare alla Consigliera che i cacciatori e magari più in generale tutti i cittadini vicini alla cultura rurale, ad oggi rappresentano numeri di gran lunga maggiori a quelli ottenuti dai 5 Stelle, in larga parte della nostra Toscana diffusa, come emerso plasticamente dai risultati di lista ottenuti dai candidati del movimento ex grillino nelle ultime amministrative per il rinnovo di alcuni Comuni.
Inoltre, anche i cacciatori finalmente sapranno come sono andate le cose, e come nonostante le rassicurazioni in campagna elettorale, si è verificata una deriva politica nella maggioranza che appare adesso in tutta la sua portata futura.
Gli stravolgimenti sulle nuove restrizioni introdotte per migliaia di appostamenti fissi nei siti natura 2000, l’inasprimento delle limitazioni sull’uso delle munizioni a piombo, le norme vessatorie imposte per le procedure di incidenza ambientale che paralizzeranno la gestione faunistica e la revisione degli istituti, i nuovi vincoli sui futuri Calendari Venatori e tante altre “perle” di cui daremo conto puntualmente nei prossimi giorni, rispondono dunque ad un preciso disegno politico. Un disegno destinato a produrre ulteriori ingiustificabili restrizioni (come già annunciato) anche nei futuri passaggi in Commissione e nel Consiglio Regionale.
La nostra Associazione è stata la sola ad oggi, nel silenzio assordante di quasi tutte le altre associazioni venatorie (eccetto ANUU Migratoristi) a contestare apertamente l’elaborato con convinzione e con il pieno apporto dell’Assemblea regionale. Abbiamo dovuto prendere atto, con amarezza che la strada del confronto e della concertazione portata avanti responsabilmente nel recente passato, si è interrotta non per nostra volontà.
Federcaccia Toscana-UCT continuerà nei prossimi giorni a denunciare nel dettaglio i contenuti del Piano, informando puntualmente il mondo venatorio, i portatori di interesse e le istituzioni sulle conseguenze concrete che queste scelte rischiano di produrre.
Nel frattempo apprendiamo che la Giunta regionale si appresterebbe ad approvare anche il nuovo Calendario Venatorio 2026/27.
A questo punto, dopo quanto emerso, crediamo che i cacciatori toscani abbiano tutto il diritto di pretendere massima attenzione, trasparenza e chiarezza anche sui prossimi atti che riguarderanno il futuro dell’attività venatoria in Toscana.



Senza fare politica so può sapere cosa non va senza criticare a prescindere? Grazie