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IN OLTRE MILLE A DONORATICO PER DARE VOCE AI CACCIATORI TOSCANI: SI APRE UNA NUOVA FASE DI CONFRONTO CON LA REGIONE

Immagine del redattore: FIDC-UCT
FIDC-UCT
1 ora fa
Tempo di lettura: 4 min

Una iniziativa storica per riaffermare la funzione della caccia nelle dinamiche ambientali, per superare le criticità del nuovo PFVR, per dire "NO" al rischio di una deriva culturale e politica condizionata dall'animalismo. Salvadori: "Non chiediamo di tornare indietro. Chiediamo di andare avanti". Giani: "Caccia e cultura rurale sono un binomio inscindibile. Apriamo un tavolo di confronto"!


Dalla Toscana, dalla provincia di Livorno, e dalla terra del Carducci, è arrivata forte la "voce dei cacciatori toscani". In oltre mille, tra bandiere e striscioni, hanno preso parte alla grande iniziativa di mobilitazione dello scorso 16 settembre, organizzata da Federcaccia Toscana-UCT in collaborazione con Enalcaccia ed Anuu toscana. Un evento come non si vedeva da anni e che ha prima di tutto ottenuto un grande risultato: la dimostrazione che i cacciatori ci sono, meritano rispetto, pongono questioni concrete alla politica, si sentono fieramente parte del futuro di questa regione.


La caccia è viva, è parte di un'idea della Toscana e non può essere sacrificata sull'altare dell'animalismo ideologico imposto da componenti politiche e associative di matrice abrogazionista. Federcaccia Toscana-UCT, ha fatto una battaglia decisa e straordinaria per affermare questo e per dare dignità a tutto il nostro mondo; lo ha fatto anche per coloro che hanno sottovalutato e criticato la portata politica di questo momento storico e per chi ha deciso di consegnarsi alla propria marginalità autoreferenziale.


Ad introdurre e moderare i lavori Marco Ramanzini, Responsabile della Comunicazione di Federcaccia Nazionale. Dopo i saluti di Sandra Scarpellini, Presidente della Provincia di Livorno, e gli interventi di Iacopo Piantini, Vicepresidente nazionale di Enalcaccia, e Terfiro Innocenti, Vicepresidente regionale di ANUU Migratoristi Toscana, a indicare con chiarezza il senso della mobilitazione è stato il Presidente di Federcaccia Toscana-UCT Marco Salvadori. "Il mondo venatorio toscano è vivo, è consapevole, è organizzato e vuole essere protagonista del proprio futuro". Al centro della relazione il riconoscimento del ruolo dei cacciatori nella gestione faunistico-ambientale e nella conservazione della biodiversità, il rilancio del "modello toscano", il superamento delle criticità del PFVR e la difesa di un Calendario Venatorio fondato sui dati e sulla ricerca scientifica. Un appello diretto anche al Presidente Giani affinché la politica torni a esercitare pienamente il proprio ruolo, garantendo equilibrio e sottraendo la gestione della fauna alle contrapposizioni ideologiche. "Non siamo qui per chiedere privilegi o per difendere una rendita del passato. Siamo qui perché vogliamo costruire il futuro. Il cacciatore deve essere riconosciuto per quello che realmente è: un protagonista della gestione del territorio e della conservazione della biodiversità". Da qui il messaggio che ha segnato la relazione: più scienza, più gestione, più responsabilità, meno ideologia. E soprattutto: "Non chiediamo di tornare indietro. Chiediamo di andare avanti".


A raccogliere direttamente molte delle sollecitazioni emerse dalla relazione e dal confronto è stato il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. "Ho accolto ben volentieri l’invito. Non ho ancora assegnato questa delega perché in questa fase la considero troppo importante. Voglio assumermi direttamente questa responsabilità". Giani ha riconosciuto che "caccia e cultura rurale sono un binomio inscindibile" e che l’attività venatoria svolge "una grande funzione di tutela dell’ambiente". Sul PFVR ha parlato di un Piano "certamente migliorabile", indicando nella fase che si apre ora l’occasione per riprendere il confronto: "Riconosco a Federcaccia Toscana-UCT e a Salvadori una grande capacità di interlocuzione. Sono pronto a discutere per migliorare". Quindi l’apertura più significativa della giornata: "Se vogliamo bene alla caccia dobbiamo evitare l’ideologizzazione di questa materia. Apriamo un tavolo di confronto.Voglio bene a voi e alla caccia". ha dichiarato infine il Presidente Giani.


Ampio e articolato anche il confronto con i rappresentanti delle diverse forze politiche. Stefania Saccardi, Presidente del Consiglio regionale della Toscana ed esponente di Casa Riformista, ha richiamato la necessità di riportare al centro il "modello toscano", recuperando un lavoro comune tra maggioranza e opposizione fondato sull’equilibrio tra caccia, agricoltura ed esigenze ambientali. Chiara La Porta, Presidente del gruppo Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha ribadito la disponibilità a intervenire nuovamente sulle criticità del PFVR, esprimendo una valutazione fortemente critica sul percorso politico che ha portato alla sua approvazione e lo spazio politico lasciato ai "turboambientalisti".

Francesco Casini, del gruppo Casa Riformista in Consiglio regionale, ha sottolineato come "il Piano rappresenti un punto di partenza". Antonfrancesco Vivarelli Colonna - in rappresentanza di Forza Italia - ha invece rivendicato con fermezza il ruolo del mondo venatorio nella gestione del territorio e nella conservazione della biodiversità. Simone Bezzini, Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, ha riconosciuto l’esistenza di criticità nel nuovo PFVR e la necessità di un monitoraggio stringente, in particolare sugli aspetti legati alla Valutazione di Incidenza, sottolineando che il recepimento di alcune istanze non può considerarsi sufficiente e che sarà necessario continuare a lavorare anche sugli aspetti organizzativi e regolamentari.


È proprio in questo quadro che Federcaccia Toscana-UCT considera la giornata di Donoratico un passaggio importante del percorso intrapreso. La mobilitazione costruita negli ultimi mesi ha attraversato i territori, coinvolto migliaia di cacciatori, portato all’attenzione della politica le criticità del nuovo PFVR e riaffermato la necessità di riconoscere pienamente il ruolo del mondo venatorio. Un primo risultato concreto che chiude la mobilitazione, ma apre una fase nuova. A testa alta, per afferrare il futuro, orgogliosi di essere cacciatori!


 
 
 

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